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Coltivazione sostenibile di cavolo rapa, ravanelli e lattuga. La sfida di Agritalia

Coltivazione sostenibile di cavolo rapa, ravanelli e lattuga. La sfida di Agritalia

 

Nel mercato attuale, è ancora possibile per un’azienda specializzata nella coltivazione sostenibile avere successo?

Noi di Agritalia Coop siamo convinti di si e, proprio per questo motivo, abbiamo adottato tecniche di produzione rispettose del nostro territorio, che non vanno ad impoverire il terreno e non inquinano la falda acquifera.

Per contrastare la presenza dei parassiti, ci avvaliamo di strategie naturali come la solarizzazione, la rotazione colturale e la lotta biologica (l’introduzione nel territorio di specie antagoniste che scacciano i parassiti). Diserbanti e fitofarmaci vengono impiegati solamente quanto ritenuto strettamente necessario ed i loro effetti vengono monitorati con attenzione.

Prendiamo tutte queste precauzioni con un solo obbiettivo: garantire un prodotto sicuro per il consumatore finale, che rispetti i più elevati standard qualitativi imposti dall’Unione Europea.

I prodotti Agritalia, coltivati secondo i principi dell’agricoltura sostenibile

La nostra azienda è specializzata nella coltivazione sostenibile di cavolo rapa, ravanelli rossi della specie comune, lattuga delle varianti lollo verde e cappuccina. In estate, avviamo la produzione di cocomero dumara, una varietà dalla buccia verde striata, che arriva a pesare oltre 10 kg.

I nostri prodotti hanno ottenuto diverse certificazioni internazionali, che attestano la la loro qualità, le buone pratiche agricole che mettiamo in pratica ogni giorno e le condizioni dei nostri lavoratori.

Perché scegliere i prodotti provenienti da coltivazione sostenibile?

Gli effetti generati sul lungo periodo dall’agricoltura intensiva (anche definita: “agricoltura classica”) sono ben documentati. Le monocolture degradano ed impoveriscono il suolo, mettono in serio pericolo la biodiversità del territorio e sono ritenute direttamente responsabili per l’erosione genetica delle specie agricole.

Non solo: i terreni destinati ad una sola produzione agricola vengono invasi dagli infestanti, costringendo gli agricoltori ad impiegare grandi quantità di fitofarmaci e diserbanti, con ripercussioni negative sulla qualità finale degli ortaggi.

Ma se l’agricoltura intensiva comporta tutti questi rischi, perché è così diffusa?

Questo tipo di produzione genera un quantitativo molto elevato di frutta ed ortaggi, e questo mantiene il prezzo dei prodotti “accessibili”. Inoltre le coltivazioni monocolturali possono essere impiegate con successo anche nei terreni sottoperformanti, aumentando il valore complessivo del territorio.

Possiamo affermare senza timore di essere smentiti che, attualmente, il mercato ha bisogno di entrambi i processi produttivi:

Le coltivazioni sostenibili bilanciano i “danni” causati dall’agricoltura intensiva e propongono ai consumatori un prodotto sicuro e di alta qualità.

L’agricoltura intensiva mantiene stabili i prezzi dei prodotti e soddisfa la domanda generata dal mercato.

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