Il consumo del suolo, cos’è e quali sono i rischi reali

Il consumo del suolo, cos’è e quali sono i rischi reali

Il consumo del suolo è un termine coniato ormai diversi decenni fa, ma è solo da pochi anni che è divenuto di uso comune, anche per colpa dello stato, in peggioramento, del nostro paesaggio naturale.

Il consumo del suolo: definizione del termine

Prima di tutto iniziamo con il dire che con ”suolo” intendiamo la superficie della crosta terrestre, uno strato naturale complesso, ricco di vita, che fornisce cibo, regola il clima locale e mitiga i fenomeni idrogeologici.

Il termine “consumo del suolo” si riferisce ad un processo che porta questo strato superficiale della cresta terrestre alla perdita delle sue funzioni. Perdita che può essere progressiva, nel caso di uno sfruttamento aggressivo delle risorse, o immediata, nel caso dell’urbanizzazione di una zona naturale.

Il primo caso è sicuramente quello più subdolo: un eccessivo sfruttamento tramite processi agricoli chimici, ad esempio, riduce costantemente i nutrienti presenti nella terra, provocando l’inaridimento della zona coltivata con conseguente desertificazione.

Questo di cui vi sto parlando è un processo molto lungo, la desertificazione delle zone coltivate può impiegare decenni a mostrare i primi sintomi. Ma è anche vero che problemi quali un impoverimento delle aree coltivabili e l’incapacità della terra di trattenere l’acqua, stanno diventando sempre più frequenti nel nostro paese.

Un rapporto recente dell’INEA (Istituto nazionale di economia agraria) sottolinea come la combinazione di sfruttamento agricolo, urbanizzazione eccessiva del suolo e minori precipitazioni idriche abbiano portato più del 50% del nostro territorio a rischio desertificazione. Mentre, ha sottolineato sempre l’INEA, il 9% del nostro territorio è giù sterile o ha iniziato a mostrare sintomi avanzati di desertificazione.

 

Il consumo del suolo: quali sono i rischi

In parole semplici, se non si dovesse verificare un inversione di tendenza, il dissesto idrogeologico che già da diversi anni ha interessato l’Italia e l’Europa, porterà al verificarsi di sconvolgimenti sempre più frequenti e più disastrosi.

Chi frequenta questo blog sa che non siamo soliti utilizzare un tono così pessimista, ma le conseguenze di uno sfruttamento eccessivo del territorio non sono solo documentate, ma ne siamo soggetti in questi stessi giorni.

Inoltre vi è da considerare l’impoverimento del suolo e la costante riduzione di aree coltivabili.

L’agricoltura è sempre stata il motore del nostro paese, viene da chiedersi per quanto ancora sarà così.

 

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