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La rotazione delle colture ed i pericoli della monocoltura

La rotazione delle colture ed i pericoli della monocoltura

La rotazione delle colture (o avvicendamento colturale) è una tecnica agronomica conosciuta fin dall’VIII secolo A.C. Consiste sostanzialmente nell’alternare, all’interno dello stesso appezzamento di terra, la coltivazione di più ortaggi per contrastare la crescita degli infestanti e proteggere la fertilità del terreno. 

Tutti i vantaggi della rotazione colturale 

Che venga praticata su piccola o su grande scala, la tecnica della rotazione colturale migliora le caratteristiche fisiche del terreno, ritarda il suo degrado e ostacola la crescita delle malerbe. 

Vediamo più nel dettaglio tutti i vantaggi di questa antica tecnica di coltivazione. 

Le piante saranno protette da malattie e funghi 

Le malattie degli ortaggi da coltivazione sono causate dai virus e dalle spore fungine che rimangono nel terreno. Nelle produzioni agricole monocolturali, questi “invasori” si diffondono con estrema rapidità, costringendo gli agricoltori ad utilizzare sostanze chimiche ad alto impatto. 

All’interno dei campi coltivati, è possibile ostacolare lo sviluppo delle malattie alternando piante differenti e mettendo in atto tecniche dell’agricoltura integrata come la solarizzazione e la pacciamatura. 

Avrete meno parassiti 

Ogni ortaggio ha i suoi “predatori naturali” che, con il tempo, si insediano nei campi ed ostacolano la crescita della pianta.

Alternando le coltivazioni, è possibile controllare la popolazione degli infestanti senza impiegare anticrittogamici.  

Il terreno rimarrà fertile più a lungo 

Durante il suo periodo di crescita, l’ortaggio assorbe e rilascia sostanze nutritive. La rotazione colturale mantiene in equilibrio gli elementi presenti nel terreno, migliorando la qualità del raccolto. 

I pericoli della monocoltura 

La monocoltura è una tecnica produttiva che consiste nel riservare gli appezzamenti di terra ad una sola specie agricola.

Questa metodologia si diffuse durante il colonialismo per la coltivazione di tè e spezie, mentre oggi viene utilizzata nell’ambito dell’agricoltura intensiva. 

Diversi studi concordano nel ritenere la tecnica della monocoltura pericolosa per la biodiversità del territorio e per la fertilità del suolo. La presenza di un’unica pianta coltivata, inoltre, favorisce la diffusione di insetti infestanti e malattie fungine. 

All’interno dei suoi campi, immersi nell’Agro Pontino, Agritalia coltiva cocomero dumara, ravanello, lattuga a cavolo rapa secondo le tecniche dell’agricoltura integrata.

Per la lotta ai parassiti, utilizziamo pacciamature, solarizzazione e, ovviamente, la rotazione delle colture.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci. 

 

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