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L’agricoltura industriale può sfamare il pianeta?

L’agricoltura industriale può sfamare il pianeta?

 

L’agricoltura industriale (o agricoltura intensiva) viene vista come il “grande avversario” delle produzioni biologiche nostrane ed il principale responsabile del consumo del suolo.

Molto spesso, le riviste ed i portali specializzati in agricoltura, descrivono i metodi di coltivazione industriale come un trend assolutamente negativo, che impoverisce il nostro terreno e porta sulle nostre tavole frutta e verdura di bassa qualità.

La verità?

L’agricoltura industriale, che sfrutta appieno l’innovazione tecnologica, è assolutamente necessaria per nutrire il mondo.

7 miliardi di persone non si possono certo sfamare solamente con prodotti biologici.

Qual è la strada giusta, quindi? Dobbiamo abbandonare completamente le buone tecniche ecosostenibili e dedicarci ad uno sfruttamento intensivo del suolo?

Certamente no.

Così come l’agricoltura industriale è necessaria per generare grossi quantitativi di prodotti, l’agricoltura ecosostenibile salvaguarda la biodiversità del nostro territorio e rallenta il processo di desertificazione.

Fortunatamente, ancora oggi è possibile soddisfare il fabbisogno italiano di frutta e verdura combinando metodologie di produzione intensiva con tecniche rispettose del suolo.

Quando possibile, scegliete prodotti provenienti da agricoltura sostenibile

In Italia, i consumatori hanno la fortuna di poter scegliere prodotti salutari, coltivati con metodologie naturali e sicure.

Le verdure che troviamo negli scaffali dei supermercati sono (quasi sicuramente) coltivate con tecniche industriali, ma nei mercati cittadini e nei piccoli negozi sotto casa è ancora possibile trovare prodotti biologici o provenienti da coltivazioni rispettose dell’ambiente.

Agritalia produce cavolo rapa, ravanelli, cocomero dumara e lattuga seguendo metodologie sicure, tipiche della produzione integrata (sicura per l’ambiente e per i consumatori). 

Per le loro proprietà e le buone tecniche agricole, i nostri prodotti hanno ottenuto le certificazioni di qualità: IFS Food, GLOBAL G.A.P. e GRASP. Standard di livello europeo attestano sicurezza alimentare e rintracciabilità.

Agritalia utilizza la rotazione delle colture

Si tratta di una tecnica antica ma efficiente. Alternando le diverse coltivazioni nello stesso appezzamento, è possibile ostacolare la crescita di malerbe ed infestanti.

La rotazione delle colture è una tecnica che si contrappone allo sfruttamento intensivo del terreno, in cui si predilige un’unica coltivazione (monocoltura) che viene protratta durante tutto l’anno, anche fuori stagione.

La metodologia della monocoltura massimizza la resa del terreno, ma favorisce la crescita degli infestanti e parassiti, che dovranno essere eliminati con prodotti chimici appositi.

Applicando le tecniche dell’agricoltura integrata e della rotazione colturale, Agritalia ha ridotto l’impiego di fitofarmaci in ogni fase della coltivazione, aumentando, al tempo stesso, la qualità dei suoi prodotti.

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